La teoria delle onde di Elliott. Tutto qua?

Corso cfd
2 settembre 2015
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In una delle scorse lezioni, ci siamo soffermati sulla teoria delle Onde di Elliott occupandoci di stabilire come sia possibile cogliere dei comportamenti tendenziali del mercato e leggerli, in modo da trarne corrette interpretazioni. Oggi continuiamo ad approcciare l’argomento, tenuto conto che non pochi sono gli aspetti dotati di interesse sulla questione. Come vi abbiamo già accennato, l’orizzonte privilegiato è il medio/lungo termine e non il breve termine.

Approfondiamo la teoria delle onde di Elliott

Per approfondire la teoria delle onde di Elliott, ai fini del tradinb binario, oggi ci occuperemo delle onde impulsive, ovvero della tendenza dei prezzi ad avere qualche “increspatura” (movimento ad onde o quello che in gergo viene anche detto “swing” dei prezzi). Ci siamo, in effetti, occupati finora di stabilire con metodi particolarmente laboriosi (media mobile, Macd, oscillatori e trading, candele giapponesi, parabolic Sar) come interpretare precise direzionalità del mercato, o in ogni caso volatilità di spessore (predominanza dal lato della domanda o dell’offerta).

Vi sono dei requisiti ben precisi affinché si cominci a parlare di movimento “impulsivo” (il che è ben diverso dalla volatilità intercettabile con i comuni oscillatori), ovvero:

  • possiamo segmentare in tanti micro-spezzoni la dinamica dei prezzi
  • la presenza di segmenti consecutivi, nel numero almeno di 5, costituisce così l’intero tracciato dei prezzi

Nell’immagine seguente, possiamo notare un esempio in cui mettiamo in chiaro la scomposizione tipica di un’onda impulsiva:

ondedielliott

Nel grafico sovrastante, in cui abbiamo ricostruito attraverso una linea continua il segmento dei prezzi possiamo notare in fondo una tipica onda impulsiva, tra l’altro caratterizzata da micro-onde. Praticamente, dobbiamo riuscire a scindere, e ciò è una discriminante fondamentale per l’interpretazione del mercato, tra trend primario (impulso principale) e trend secondari o di rimpallo che possiamo definire come micro-traiettorie correttive.

Come facciamo a capire cosa faranno i prezzi, a seguire del movimento impulsivo? Un metodo esiste ed è quello di tracciare due parallele all’estremità del segmento. Solitamente, quando si ha una decelerazione progressiva del movimento impulsivo, di conseguenza, si può intercettare la tipica inversione di rotta dei prezzi. Quindi, se il trend primario precedente era ribassista ed è stata toccata la soglia di supporto dinamica di riferimento di conseguenza avverrà il rialzo dei prezzi che ci stavamo attendendo.

E’ un po’ più difficile utilizzare le informazioni a nostra disposizione, a riguardo dell’onda impulsiva per poter trarne indicazioni utili sulla direzionalità di impatto e fare delle previsioni durante l’onda impulsiva dei prezzi. Solitamente, possiamo programmare invece l’entrata sul mercato, anticipando l’inversione di rotta. Questo sì. Il fattore è che l’onda impulsiva, di per sé, rappresenta anche un elemento di disturbo contrastante la routine previsionale di trading, conto tenuto che magari ci attendevamo l’inversione di rotta in luogo del movimento impulsivo che non possiamo prevedere. Appunto, il mercato ci lascia sempre sorprese da passare al vaglio.

Vi sono, però delle configurazioni tipiche delle onde correttive di cui tratteremo nella prossima lezione.