Capire la direzionalità dei prezzi. Ecco come.

Corso cfd
27 agosto 2015
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Con le opzioni binarie abbiamo imparato a distinguere tra volatilità (tendenza dei prezzi a deviare dalla direzione principale) e direzionalità ( i prezzi seguono una traiettoria ben precisa, non particolarmente disturbata da congestioni dei prezzi – ovvero assenza di prevalenza né dei “tori” o rialzisti né degli “orsi” o ribassisti; da swing dei prezzi, ovvero quei rimpalli dei prezzi che sanno poco di rimbalzi tecnici e dove la predicibilità fa letteralmente “a botte”). Oggi vogliamo parlare di qualche indicatore che ci possa aiutare ad avere informazioni addizionali sulla direzionalità. Questo indicatore si chiama Movimento Direzionale ed è stato ideato da Welles Wilder, lo stesso scienziato che ha pensato al Parabolic Sar.

Cosa è il Movimento Direzionale?

Si tratta di un indicatore che permette di carpire la forza del trend, cercando di individuare la direzione principale dei prezzi.

Quindi, cosa vogliamo capire con il Movimento Direzionale? Chi ha la meglio, se i ribassisti o i rialzisti! E perché non con un oscillatore? Il concetto è ben diverso. In quest’ultimo caso, vogliamo misurare lo scostamento dei prezzi da un itinerario ben definito mentre per direzionalità intendiamo il percorrere un ben preciso sentiero.

Ecco come leggere le indicazioni che emergono dal grafico che sarà composto di 3 linee, come potete notare, di seguito. Per ottenere un grafico ben equilibrato vi consigliamo di utilizzare un riferimento limite di 14 periodi

adx3
La linea che vedete in rosso è detta Adx,ovvero Average Directional Movement Index. Cosa capiamo con l’Adx? Non certo la direzione quanto la forza di contrapposizione  tra coloro che fanno aumentare i prezzi (la domanda) e coloro che fanno diminuire i prezzi (l’offerta). Possiamo affermare così, a seconda della “vivacità” di tale linea se il mercato si fa spesso oppure è in congestione senza che prevalgano gli uni o gli altri.

Più in basso troverete altre 2 linee, di cui la prima tiene conto distintamente dei rialzisti (Positive Direction Indicator + Di) ed inversamente la seconda (-Di).Quindi, dobbiamo leggere così il grafico:

  • Nella prima parte, osservate bene: la linea Adx è piuttosto piatta, quindi non predomina nessuna delle due parti. Ed infatti, in parallelo, con le candele giapponesi noterete un movimento di controbilanciamento tra candele ribassiste piccole e candele rialziste che sembrano però aumentare, ma solo per un periodo
  • Nella seconda parte, l’Adx comincia ad oltrepassare la scala di misurazione di 20 punti e mostra un andamento crescente; Ma cosa fanno le altre due linee? Si alternano tra fase ribassista e fase rialzista. Da cosa lo capiamo? Quando la +Di incrocia dal basso verso l’alto la -Di, di conseguenza, la fase è rialzista ex-post (segnale call). Inversamente, nell’altro caso. Chiaramente, la continuazione di trend rialzista tutto dipende dal fatto che +Di sia maggiore di -Di

Anzi vi diremo di più: alcuni programmi per il trading automatico sono basati proprio su tale indicatore per potervi fornire le indicazioni di segnale a cui accodarvi. Quindi, in un certo senso tali indicatori promettono bene se corredati da una serie di informazioni complessive che concernano tutte quelle informazioni che possono essere utili a carpire la direzione del mercato (analisi candlestick, medie mobili, analisi di trend).