Trading sul Cacao

Come fare trading sul cacao
27 settembre 2017
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Tra le varie modalità d’investimento su questa materia prima, sicuramente il trading sul cacao tramite CFD è uno dei più in voga tra coloro che non hanno il tempo o la pazienza (o il denaro) da dedicare alle forme più tradizionali. Infatti, come vedremo in questo articolo, vi sono diversi modi per realizzare profitto dalle variazioni di prezzo del cacao, adatte a seconda delle proprie esigenze e possibilità.

Futures Cacao

I futures sono contratti che prevedono l’esecuzione di una compravendita di una determinata quantità di prodotto ad una data scadenza. Essendo dei contratti che trovano esecuzione nel futuro, vengono chiamati futures. I futures del cacao hanno scadenza trimestrali e vengono offerte da circuiti specializzati come ad esempio il Future-ICE.

Il prezzo dei futures cacao è espresso in dollari per tonnellata e negli ultimi anni ha subito variazioni significative. Si pensi che solo tra il dicembre 2015 e il gennaio 2016, il prezzo del cacao è passato da 3.400$ a 2.800$. Più avanti vedremo quali fattori possono influenzare, anche di molto, il prezzo del cacao.

CFD sul Cacao

Uno degli strumenti più utilizzati nel trading online per negoziare sul cacao a fini di lucro è quello del CFD. Il CFD è uno strumento finanziario che consente di realizzare profitti dalla variazione di prezzo che interviene dal momento in cui si apre una posizione al rialzo o al ribasso, fino al momento della sua chiusura. Se ad esempio si apre una posizione Long (al rialzo) su un CFD Cacao e nelle ore successive il suo prezzo aumenta, il capitale disponibile del conto trading aumenterà proporzionalmente alle quantità di CFD acquistati. Lo stesso vale per il ribasso, nel caso si preferisca aprire una posizione Short.

La quotazione del CFD varia insieme al prezzo dei futures sul Cacao, anche se al prezzo di questi viene aggiunto uno spread calcolato all’apertura della posizione. Lo spread rappresenta la forma di guadagno dei broker che forniscono CFD sul cacao.

Qui di seguito, ad esempio, riportiamo il grafico in tempo reale dei CFD sul cacao offerti dal broker Plus500.

Questo grafico in tempo reale consente di selezionare altri strumenti al fine di visualizzarne i relativi grafici, accedere alla pagina dei dettagli specifici cliccando su “visualizza altri dettagli”, impostare altri frame temporali per avere una visione più ampia delle variazioni di prezzo del titolo selezionato.

Come si fa trading sul cacao nella pratica

Per fare materialmente trading sul cacao tramite CFD nella pratica occorre accedere alla piattaforma di trading di Plus500, che tra l’altro consente con lo stesso conto di operare sia in modalità demo (per praticare e imparare) sia in modalità reale, per operare con denaro reale e ottenere profitti reali. Sia nella versione demo, che nella versione reale, la piattaforma è identica.

Per utilizzare la piattaforma occorre registrarsi, ovvero aprire un conto trading: puoi farlo gratis cliccando qui.

Cosa fa variare il prezzo del cacao?

Cosa fa variare il prezzo del cacao

Ai fini del trading, quindi dell’attività che consente di realizzare profitti dalle variazioni di prezzo, è importante anzi fondamentale capire cosa causi tali variazioni. Prendendo come esempio il biennio 2014-2016 si è assistito ad un calo generale dei prezzi delle materie prime, causato prima dal brusco calo del prezzo del petrolio, che ha diminuito di molto i costi di produzione, sia l’andamento dell’economia globale. Nel contesto economico globale, vanno considerate quindi anche le condizioni economiche dei paesi produttori, che potrebbero vedersi costretti a variare i prezzi di vendita.

Un altro fattore che può causare variazioni del prezzo del cacao è il clima. Il fattore che preoccupa maggiormente è l’innalzamento delle temperature, che può mettere a serio rischio le piantagioni di cacao, con una minore resa delle piante. A proposito delle piante, è bene specificare che il frutto del cacao giunge a maturazione dopo circa 5-6 anni e che dopo 25 anni le piante vanno sostituite poiché cessano di produrre. Se a questo si aggiunge l’effetto serra che fa evaporare le riserve d’acqua delle piante, si capisce meglio come il processo di coltivazione sia tutt’altro che semplice.

Oltre alla questione della temperatura vi è anche quella condizioni dei lavoratori delle piantagioni, di cui molte sono situate in paesi periodicamente critici. Ad esempio, è il caso della Costa D’Avorio, primo produttore al mondo di cacao, le cui piantagioni hanno visto la decimazione dei lavoratori per via dell’ebola, sia colpiti dalla malattia, sia assenti per paura del contagio o per divieto di accesso alle piantagioni.

Un altro fattore è quello dei parassiti, che causano malattie alle piante. Una malattia che ha creato molti danni è stata la Swollen-Shoot.

Per il futuro ci si aspettano comunque forti miglioramenti nel processo di produzione del cacao. Aziende importanti tra cui in primis la Nestlé, stanno finanziando lo sviluppo di nuove varietà di cacao, con l’obbiettivo di allargare il raggio di coltivazione della pianta, che al momento è racchiusa tra le linee del ventesimo parallelo (nord e sud), e che richiede situazioni climatiche ben precise. Se si riuscirà a rinforzare la pianta e coltivarla in più terreni, si avrà giungerà sicuramente ad un ulteriore diminuzione dei prezzi.

Le ricerche si muovono non soltanto in termini di tecnica, ma anche in termini di formazione di nuovi agronomi e personale qualificato proprio nei paesi a maggior tasso di povertà come Costa D’Avorio, Nigeria, Indonesia, Ghana, Brasile e Camerun.