Indici Borsa

Per chi fa trading online, è molto importante cercare i migliori mercati dove fare trading. Con i broker di trading online CFD, è ormai possibile fare trading con praticamente qualsiasi tipologia di mercato online senza troppi problemi, ed anche con gli indici di borsa, che sono uno dei mercati per fare trading online più pratici.

Ma che cosa sono gli indici di borsa?

Essenzialmente, un indice di borsa non è altro che un insieme di azioni. Gli indici di borsa, servono essenzialmente per avere una visione d’insieme dell’andamento dei titoli di un certo paniere di azioni. L’indice, solitamente rappresenta la media ponderata dell’andamento dei titoli di un certo gruppo di azioni, dove viene ovviamente dato un maggior peso ai titoli che possono vantare il fatto di avere una capitalizzazione maggiore, dando meno peso a tutti quei titoli che sono caratterizzati “più leggeri”.

Indici di borsa internazionali

Al mondo, sono presenti numerosi indici mondiali di Borsa, e senza dubbio, quelli più importanti sono certamente quelli americani. La Borsa Americana continua infatti a farla da padrone sulle altre Borse mondiali, e quindi i suoi indici sono certamente più influenti degli altri, anche se nuove realtà stanno emergendo.

Gli indici del mercato azionario possono essere classificati in molti modi. Un ‘Worldwide’ o un indice ‘globale’ del mercato azionario include aziende (in genere grandi, molto grandi) a prescindere dal luogo in cui è domiciliata o dove vengono negoziate le azioni. Due esempi sono il MSCI World e S&P Global 100.

Un indice ‘nazionale’ rappresenta la performance del mercato azionario di una determinata nazione e per delega, riflette il sentiment degli investitori sullo stato della sua economia. Gli indici di mercato più regolarmente quotati e scambiati sui mercati finanziari, sono gli indici nazionali, composta dai titoli delle grandi società quotate in borsa più grandi di una nazione, come l’americano S&P 500, il giapponese Nikkei 225, e il britannico FTSE 100.

Le versioni degli indici

Alcuni indici, come ad esempio l’S & P 500, hanno più versioni. Queste versioni possono differire in base a come i componenti dell’indice sono ponderati e su come i dividendi sono stati calcolati all’interno dell’indice stesso. Per esempio, ci sono tre versioni del S & P 500: la versione con solo il prezzo, che considera solo il prezzo dei componenti, il rendimento totale, che rappresenta il reinvestimento dei dividendi, e il “net total return”, che rappresenta il reinvestimento dei dividendi, dopo la deduzione di una ritenuta fiscale. Per fare un esempio, gli indici Wilshire 4500 e Wilshire 5000 hanno cinque versioni ciascuno. E queste versioni, differiscono in base a come i componenti degli indici vengono pesati all’interno dell’indice.

L’indice “totale”: il Wilshire 5000

Il Wilshire è stato menzionato poco fa, ma molti non sono nemmeno a conoscenza della sua esistenza. L’indice Wilshire 5000 Total Market, o più semplicemente il Wilshire 5000, è un indice di capitalizzazione di tipo ponderato, in funzione del valore di mercato di tutte le azioni scambiate attivamente negli Stati Uniti. Secondo le ultime rilevazioni, al 30 Giugno 2015, l’indice conteneva solo 3.691 componenti, ma si tratta comunque di un numero di tutto rispetto. L’indice ha lo scopo di misurare le prestazioni delle società quotate pubblicamente con sede negli Stati Uniti, con i dati a disposizione di prezzo, (le penny stock e le azioni di piccole imprese sono tuttavia escluse dall’indice). Quindi, l’indice comprende la maggioranza delle azioni commercializzate principalmente attraverso il New York Stock Exchange, Nasdaq, o l’American Stock Exchange. Questo indice può essere trovato cercando il ticker ^ W5000.

Indici di borsa mondiali

Senza dubbio, gli indici più importanti sono quelli americani, come il Dow Jones, Nasdaq e S&P500. Esistono poi molti altri indici, come il Nikkei, Dax, FTSE 100 e molti altri ancora.

Dow Jones: è uno degli indici fondamentali della Borsa di New York, ed è quindi uno degli indici mondiali più importanti di sempre, che tutt’oggi continua ad avere un ruolo abbastanza importante nel trading in borsa mondiale (anche se non più come prima). Prende il nome da Charles Dow, il padre dell’analisi tecnica, suo fondatore. Fu creato in USA per valutare i ritmi dell’economia americana, sempre in grande crescita. Replica le 30 più grandi aziende industriali statunitense, in base al loro prezzo.

Nasdaq: è l’acronimo di National Association of Securities Dealers Automated Quotation (Quotazione automatizzata dell’Associazione nazionale degli operatori in titoli) ed è il primo indice e mercato borsistico completamente elettronico. È l’indice dei titoli tecnologici, più importanti in USA.

Nikkei 225: è l’indice della borsa di Tokyo, e contiene 225 titoli delle più grandi aziende quotate alla Borsa di Tokyo. Il listino contiene all’interno di esso le 225 aziende a maggiore capitalizzazione.

Dax: il Dax 30, significa Deutsche Aktien Xchange 30, e contiene i 30 titoli con più grande capitalizzazione della Borsa di Francoforte. È un titolo che può vantare di avere sempre più importanza, grazie alla posizione predominante della Germania in Europa.

FTSE 100: il FTSE è l’indice con le 100 aziende più capitalizzate del London Stock Exchange, la Borsa di Londra.

CAC 40: il CAC 40, deve il suo nome dal primissimo sistema totalmente automatico della Borsa Francese di Parigi, la Cotation Assistée en Continu (Quotazione continuamente assistita), è il più grande indice di borsa francese e uno dei più importanti del sistema Euronext. L’indice è essenzialmente una indice che si basa sulla capitalizzazione dei 40 titoli più importanti, tra le 100 maggiori capitalizzazioni di mercato della Borsa di Parigi. Il valore iniziale di 1.000, venne indetto il 31 dicembre del 1987. Nel 2003, l’indice è diventato un indice pesato, a flottante completamente libero.

Indici di Borsa Italiana

FTSE MIB: il FTSE MIB (S&P/MIB prima del giugno 2009) è l’indice del mercato azionario di riferimento per la Borsa Italiana, nazionale italiana in borsa, che ha sostituito il MIB-30 nel settembre 2004. L’indice è composto dal 40 titoli azionari di borsa, liberamente negoziabili. L’indice è stato amministrato da Standard & Poor dalla sua nascita, fino al giugno 2009, quando è stata approvata la responsabilità del FTSE Group, che è al 100% di proprietà della società controllante di Borsa Italiana, il London Stock Exchange Group.

Come investire negli indici di Borsa

Senza dubbio, dopo tutta questa sfilza di indici (e vi assicuriamo che non sono tutti, ma solo una piccola parte di quelli più importanti) vi starete chiedendo: ma come faccio ad investire negli indici, per guadagnare con il trading online?

I metodi per investire online sono molti, ma quello preferito dalla gran parte dei trader, è tramite l’utilizzo dei broker CFD.

Un CFD è un contratto per differenza. Questo significa che, ad esempio, il CFD dell’indice FTSE si basa sul prezzo dell’indice FTSE e lo replica in tempo reale, senza dover stare a firmare fogli o compilare inutili form, basta un semplice touch per iniziare a fare trading con i CFD.

Il broker di trading online Plus500, li rappresenta nel migliore dei modi i CFD. Con i CFD su Plus500, è possibile guadagnare quindi dalla differenza tra prezzo di apertura e di chiusura, che verrà dunque moltiplicata in base al numero dei CFD che sono stati scambiati.

Potrebbe sembrare un modo “classico” per fare trading online, ma in realtà si tratta di una metodologia molto più efficace e vantaggiosa. Non è necessario infatti dover pagare l’intero controvalore dell’operazione, ma è presente un margine (leva finanziaria) che permette di acquistare di più, con meno fondi.

Con un CFD, non si diventa proprietari di un dato asset comprato (o venduto allo scoperto) ma è in realtà una posizione a mercato fatta per guadagnare in base a dividendi e anche in base alla differenza di prezzo, consentendo quindi un trading online estremamente più veloce.

Con il broker di trading online per gli indici Plus500, sono tuttavia presenti tutti i vantaggi del trading su indici classici, come ad esempio i dividendi ed interessi Plus500, che permettono dunque di guadagnare in base ai dividendi che vengono dati ai possessori delle azioni da parte delle grandi aziende (come Apple o google, per citarne due). In caso di posizione “di vendita”, i dividendi verranno invece sottratti, invece che aggiunti sul conto.

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