Investire in Cannabis: Come Fare, Strumenti, Broker

investire in cannabis
10 Dicembre 2018
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Investire in cannabis legale è possibile? Sì, lo è. Da qualche anno a questa parte, a fronte dei provvedimenti di legalizzazione che hanno coinvolto Stati come l’Alaska e l’Oregon, si parla molto di canapa legale.
Lo si fa soffermandosi sia sul suo consumo ricreativo, sia affrontando il tema delle sue numerose proprietà benefiche, ormai riconosciute dalla scienza (esistono aziende che producono e commercializzano farmaci con i principi attivi della cannabis).

Fino a qualche tempo fa, pensare a guadagni con la canapa voleva dire chiamare in causa attività di natura criminale. Oggi le cose sono cambiate radicalmente. Il mercato della cannabis legale ha un giro di affari mondiale superiore ai 4,8 miliardi di dollari ed è destinato a crescere.
Come approfittare di tutto questo? Investendo online con strumenti e piattaforme di cui stiamo per parlare. Sì, abbiamo creato una guida ad hoc su questo tema. La puoi leggere qui sotto. Prima, però, abbiamo preparato un indice, con lo scopo di aiutarti a scegliere e selezionare gli argomenti che più ti interessano.

Qual è lo strumento giusto per investire sulla coltivazione della canapa?

Per investire in cannabis e guadagnare bisogna pianificare le proprie azioni. Ciò significa scegliere gli strumenti giusti. Ci sarebbero numerose alternative per investire sul mercato della cannabis. Le azioni delle società del settore sono una delle scelte migliori.

Come già detto, il settore è a dir poco fiorente. Nel mondo ci sono tantissime aziende attive nel settore della cannabis legale. Dopo la legge 242/2016, anche l’Italia è stata coinvolta da questa tendenza. Per capire la sua portata, bisogna ricordare che investe anche l’ambito alimentare. Sono infatti davvero tante le realtà che si occupano di produrre e commercializzare alimenti a base di farina di canapa, soluzioni benefiche per chi, per esempio, soffre di celiachia e non ha la possibilità di mangiare cibi a base di farina di grano duro.

Diverse tra queste aziende sono quotate in Borsa. Investire sui loro titoli azionari non significa però comprarli concretamente. Attenzione: nessuno vieta di farlo! Solo l’acquisto concreto non costituisce la via migliore da seguire. Per quale motivo? Per il semplice fatto che le azioni sono asset molto volatili.
Il rischio è quindi quello di ritrovarsi con una somma inferiore rispetto a quella investita inizialmente. Chi vuole evitare situazioni del genere può fare riferimento ai CFD (Contracts for Difference). Cosa sono di preciso? Strumenti derivati che consentono di investire senza acquistare concretamente lo strumento finanziario, ma speculando sulle sue variazioni di valore nel corso di tempi sostanzialmente brevi.

Il loro principale pro riguarda la possibilità di guadagnare anche quando l’asset perde quota. Quello che conta è azzeccare l’andamento aprendo la posizione long (acquisto) se si pensa possa crescere o short (vendita) se si prospetta una perdita. La semplicità di gestione dei CFD è alla radice della loro fama, ma questo non deve far pensare che siano privi di rischi. Da ricordare, infatti, è la presenza della leva finanziaria.
Questo moltiplicatore prevede la possibilità di esporsi sul mercato con una somma più alta rispetto a quella del deposito iniziale. Ciò ha il vantaggio di amplificare i guadagni, ma il contro di fare lo stesso anche con le perdite. Mettere in secondo piano questo rischio è impossibile. Quello che si può fare è affrontarlo. In che modo? Con la conoscenza dei meccanismi di Stop Loss, ossia il segnale che indica al broker il momento esatto per arrestare le perdite.

Investire nella canapa legale con 24Option

Dopo questa introduzione, vediamo nel dettaglio come investire in cannabis partendo dalle caratteristiche di 24Option (clicca qui per iscriverti). Perché dovresti prendere in considerazione questa piattaforma? Prima di tutto, perché è legale e controllata a livello internazionale.
Quando si inizia a investire online, bisogna tenere in assoluta considerazione questo aspetto. Se ci si trova davanti a una piattaforma, è il caso di controllare la presenza di dettagli come la licenza CySEC e l’autorizzazione da parte della Consob. Questi aspetti rappresentano una garanzia per quanto riguarda la tutela da truffe e furti di dati. Ciò è fondamentale ma non significa che chi utilizza questo broker sia immune da perdite. Il rischio legato al ricorso ai CFD non cambia.

Detto questo, vediamo un attimo le caratteristiche di punta di 24Option. La principale riguarda i segnali di trading. Quando li si nomina, si inquadrano dei segnali che consentono all’investitore di prendere decisioni con più consapevolezza. Messi a punto da investitori di fama internazionale, i segnali di trading sono molto utili, ma devono essere gestiti con attenzione. Quando si opera, infatti, bisogna considerare che solo la conoscenza del contesto specifico conta. In poche parole: l’utente che ha a che fare con il caso singolo è la prima persona in grado di esprimersi in merito alla posizione giusta da aprire. Per imparare a gestire al meglio i segnali di trading, è possibile usufruire della consulenza personalizzata di un esperto in trading online.

Chi vuole mettersi alla prova concretamente, può farlo tranquillamente con un deposito iniziale di 100 euro. Prima di aprirlo, però, è consigliabile mettersi alla prova con il conto demo. In questo modo, è possibile esercitarsi senza mettere subito a rischio il capitale. Il conto demo, esattamente uguale a quello con denaro reale, è infatti gratuito. Risulta anche illimitato, motivo per cui non c’è davvero fretta quando si tratta di impratichirsi.

Questo non significa che il conto demo possa essere utilizzato come alternativa perenne. Dopo un paio d’ore di utilizzo, bisognerebbe infatti fare il salto di qualità e passare a quello con denaro reale. Come già detto, con 24Option bastano 100 euro di deposito iniziale, indi una somma accessibile praticamente a tutti. Per versare questa cifra è possibile ricorrere a diverse alternative:

  • Carta di credito VISA o Mastercard
  • Paypal
  • Skrill

Per quanto riguarda il prelievo, la principale soluzione è il bonifico. Essenziale è però inviare al broker i propri documenti di riconoscimento.

investire in cannabisCome comprare azioni cannabis con Plus500

24Option è un’ottima alternativa per investire in cannabis, ma non certo l’unica. Il panorama delle piattaforme tramite cui si può investire con i CFD è infatti molto vario e comprende anche Plus500 (clicca qui per aprire un conto).

Questo broker rappresenta il principale fornitore di CFD al mondo. Online dal 2008, è marchio registrato legato a diverse controllate quotate sulla piazza di Londra. Ciò rappresenta un’ulteriore garanzia di sicurezza per gli utenti, che possono comunque contare sulla presenza di licenza CySEC e autorizzazione Consob.

Con Plus500 è possibile operare investendo sulle azioni delle società attive nel mondo della cannabis, ma non solo. Grazie a questa piattaforma, infatti, è anche possibile investire in criptovalute. Detto questo, ricordiamo che tra le sue principali caratteristiche è presente l’immediatezza dell’interfaccia, che non inficia in alcun modo la qualità e la professionalità della piattaforma. Sponsor di una società calcistica di spicco come l’Atletico Madrid, Plus500 permette di esercitarsi aprendo un conto demo.

Esattamente come nel caso di 24Option parliamo di una soluzione gratuita, che consente di acquisire pratica con i CFD, ma anche con le caratteristiche della piattaforma. Gratuito e illimitato, è molto semplice da aprire. I passi da seguire sono questi:

  • Ingresso sul sito Plus500;
  • Click sul pulsante caratterizzato dalla scritta “Inizia a fare trading adesso”;
  • Scelta dell’opzione demo nella pagina che si apre dopo questo step, che consente anche di scaricare l’app dedicata del broker.

Una volta superate queste fasi, non resta che confermare i propri dati e iniziare a familiarizzare con l’ambiente del conto demo. La schermata principale è molto simile a quella che puoi vedere nell’immagine sottostante.

investire in cannabis

L’apertura delle posizioni  è questione di pochi secondi. Altrettanto rapido è l’accesso a contenuti sul sentiment degli investitori. In pochi secondi, è possibile passare dal conto demo a quello con denaro reale. Anche in questo caso, è sufficiente un deposito di 100 euro. Per effettuarlo è possibile ricorrere a carte di credito o di debito, ma anche a portafogli elettronici come Paypal.

In questo caso, ma anche in quello degli altri broker, i soldi dei depositi vengono custoditi su conti diversi rispetto a quello principale del broker. Si tratta di un aspetto molto importante, dal momento che permette di salvaguardare le sostanze degli utenti anche in caso di problemi alla società di riferimento del broker.

Aphria

Aphria è un’azienda canadese attiva nel mondo della cannabis medica. Quotata sulla piazza borsistica di Toronto, è chiamata in causa con l’utilizzo del simbolo APH. I suoi titoli in USA sono scambiati sul mercato OTC. Contraddistinta da una capitalizzazione di mercato pari a 3 miliardi di dollari, ha come nome una parola della lingua celtica che può essere tradotta con il termine “piacevole”.

Fondata nel 2014 da Cole Cacciavillani e John Cervini ha come CEO Vic Neufeld, ex presidente dell’azienda Jamieson Laboratories, uno dei principali gruppi canadesi attivi nel mondo della produzione di vitamine.

Aphria ha iniziato il suo iter in Borsa con una quotazione sul Toronto Venture Exchange. In pochi anni di vita, ha concretizzato dei passi davvero molto importanti. Qualche esempio? La partnership con il marchio di Toronto Tokyo Smoke. La partnership in questione risale al 2016. Anche l’anno successivo è stato molto importante per il business di Aphria. Nel 2017, infatti, l’azienda ha annunciato l’inizio di una strategia espansionistica finalizzata a conquistare anche il mercato USA. Questo ha fatto nascere diverse contestazioni. Molti analisti, infatti, hanno cominciato a temere un’esclusione dalla Borsa di Toronto e delle difficoltà nell’affrontare il mercato USA, a dir poco frammentato per quanto riguarda lo status legale della cannabis.

A pochi mesi dal suddetto annuncio, Aphria ha ufficializzato l’acquisto del produttore di cannabis canadese Broken Coast Cannabis. Sempre all’inizio del 2018, è stato annunciato l’acquisto di Nuuvera, company con sede a Brampton. Il passo in questione ha un ruolo strategico molto importante. L’acquisto, infatti, è stato effettuato con lo scopo di ottimizzare le mire espansionistiche inglobando un’azienda che ha un’ottima presenza di mercato in Paesi come l’Italia e la Germania.

Il 2018 è stato davvero molto importante per Aphria Inc. Il gruppo, infatti, ha annunciato l’acquisto di diverse company di cannabis sudamericane, per un investimento totale pari a 200 milioni di dollari (valore complessivo degli accordi). Concludiamo ricordando che Aphria gestisce anche una serra per la produzione della cannabis in Ontario e che una parte consistente del suo capitale è in mano a Gruppo Delavaco, una celebre società attiva nel campo della private equity.

Aurora Cannabis

Aurora Cannabis è un’azienda attiva nel comparto della canapa. La sua sede si trova in Canada, per la precisione nella città di Edmonton. I suoi titoli vengono scambiati sul mercato di Toronto con il simbolo ACB. Parlando di dati concreti sulla produzione, ricordiamo che, a settembre 2018, la company disponeva di 8 impianti e di 5 licenze.

Aurora Cannabis, oggi come oggi, è presente a livello operativo in 18 Paesi del mondo. Con una capacità produttiva di 500.000 chilogrammi annui di cannabis, rappresenta la prima società del settore per quel che concerne la capitalizzazione di mercato. Il gruppo ha iniziato il suo iter sul Nyse lo scorso 23 ottobre.

Parliamo un attimo anche della storia, ricordando che l’azienda è stata fondata nel 2006 da Terry Booth, Steve Dobler, Dale Lesak e Chris Mayerson. I primi due fondatori, hanno investito nel progetto una cifra complessiva pari a 5 milioni di dollari.

I fondatori di Aurora Cannabis, con lo scopo di stabilire gli impianti produttivi, hanno subito acquistato un appezzamento di terreno nella contea di Mountain View. Il frutto della loro iniziativa imprenditoriale ha ricevuto nel 2014 l’autorizzazione alla coltivazione della cannabis. Il 27 novembre del medesimo anno è arrivata invece quella per la vendita della cannabis medica. Questi due avvenimenti hanno messo il turbo alla crescita del gruppo che, negli ultimi due anni, è stato protagonista di numerose acquisizioni.

Non ci sono solo queste ultime a rendere interessante la storia di Aurora Cannabis, azienda che, nel 2014, ha ottenuto la licenza per la vendita degli oli di cannabis. Questo traguardo, quelli ricordati nelle righe precedenti e le numerose acquisizioni hanno permesso al gruppo di raggiungere una capitalizzazione di mercato pari a 4,5 miliardi di dollari nel 2018. Un bel salto di qualità considerando le entrate dell’anno precedente, chiuso con numeri pari a 3 milioni di dollari.

Un altro traguardo importante del 2018 riguarda l’impegno con Coca-Cola, avente come obiettivo la produzione di una bevanda a base di cannabis medica. La caratteristica di questo prodotto, ancora in fase di studio, è la presenza di CBD. Anche detto cannabidiolo, è il principio attivo contrapposto al THC per quanto riguarda gli effetti psicoattivi.

Come appena detto, la produzione di questa bevanda è ancora in fase di studio preliminare. Nonostante ciò, solo l’annuncio ha favorito l’aumento di valore delle azioni della società, consolidando la posizione di una realtà aziendale già molto solida. Per capire quanto, ricordiamo che possiede Pedanios GmbH, distributore di cannabis in prima linea da anni nel campo delle importazioni all’ingrosso e primo a livello UE per quanto riguarda i volumi di esportazione.

Canopy Growth

Chi vuole investire in cannabis, dovrebbe prendere in considerazione anche le azioni della Canopy Growth, realtà che, per diversi anni, è stata presente sul mercato con il nome Tweed Marijuana Inc. Oggi, come già detto, si chiama Canopy Growth. Ha sede nella città di Smith Falls in Ontario. La sua fondazione risale al 2014 per iniziativa di Bruce Linton.

Si tratta di una realtà che riveste una particolare importanza nel settore della cannabis. Ricordiamo innanzitutto che, nel settembre 2018, ha raggiunto la maggior capitalizzazione di mercato del suddetto comparto. Inoltre, Canopi Growth è stata la prima realtà del settore a quotarsi in Borsa.

Le sue azioni sono quotate sulla Borsa di Toronto come WEED. L’azienda è presente anche sulla Borsa di New York, dove viene chiamata in causa con la sigla CGC. Canopy Growth è stata la prima realtà del comparto della cannabis a quotarsi sul Nyse.

Avente sede nei locali di una ex fabbrica di cioccolato a Smith Falls, l’azienda in questione possiede anche una serra per la coltivazione della cannabis a Niagara on the Lake. Anche in questo caso parliamo di un’azienda molto interessante. Giusto per capire la situazione ricordiamo che, sempre nel corso di quest’anno, il produttore di birra Constellation Brands ha annunciato un investimento di 5 milioni di dollari canadesi in Canopy Growth. Questo porterà un aumento notevole del controllo del capitale, che passerà per la precisione dal 10 al 38%.

Secondo quanto dichiarato ufficialmente da Bruce Linton stesso, questi fondi saranno finalizzati all’ottimizzazione dell’espansione internazionale. Gli obiettivi dell’azienda sono molto ambiziosi e comprendono per esempio l’attenzione al mercato USA, con ovvia considerazione delle leggi federali vigenti.

Per rendere concreto questo importante obiettivo è stato stilato un piano marketing molto preciso. Quali sono le sue caratteristiche principali? Tra le più rilevanti, è il caso di ricordare la commercializzazione sia di bevande a base di cannabis, sia di prodotti finalizzati a favorire il sonno. In seguito all’annuncio dell’accordo con Constellation, il valore di mercato di Canopy Growth è aumentato a 12 miliardi di dollari. La crescita è continuata nel periodo successivo, con il raggiungimento di un valore di mercato pari a 14 miliardi di dollari durante la prima settimana del mese di ottobre di quest’anno.

Tornando a uno sguardo globale sull’azienda, è il caso di ricordare anche la partnership con la società farmaceutica Alicaber S.A., con filiali in Germania e in Danimarca. Non c’è che dire: il business di Canopy Growth è davvero di ampio respiro e coinvolge anche Paesi come la Giamaica, il Cile, il Brasile e l’Australia.

GW Pharmaceuticals

Quando si nomina GW Pharmaceuticals, si inquadra una società di primaria importanza nel settore. Il nome è noto sia a chi vuole investire in cannabis, sia a chi si interessa, professionalmente o meno, alle potenzialità terapeutiche della canapa. GW Pharmaceuticals commercializza infatti il Sativex, il primo farmaco contenenti derivati naturali della cannabis ad essere approvato in tantissimi Paesi del mondo.

Fondata nel 1998 da Geoffrey Guy e Brian Whittle, la realtà in questione ha ottenuto nello stesso anno la licenza di coltivazione da parte dell’Ufficio del Regno Unito. Grazie a questo benestare, i due fondatori hanno dato inizio a processi di coltivazione sia da semi, sia da cloni. Inoltre, GW Pharmaceuticals ha ricevuto tutte le autorizzazioni del caso per quanto riguarda l’esecuzione di ricerche sulle proprietà mediche della cannabis.

Anche in anni recenti GW Pharmaceuticals ha raggiunto traguardi molto importanti. Tra quelli degni di citazione, è il caso di ricordare l’inizio della quotazione sul Nasdaq nel 2013. Come poco fa ricordato, il prodotto di punta di questo brand è il farmaco Nabiximols, commercializzato con il nome di Sativex. Si tratta di uno spray orale il cui utilizzo è stato approvato nel Regno Unito nel 2010. Viene utilizzato in diversi casi, come per esempio il trattamento della sclerosi multipla. In questo frangente, si interviene con lo scopo di alleviare i dolori neuropatici e la spasticità della vescica.

GW Pharmaceuticals ha terminato nel 2015 la terza fase degli studi dedicati all’efficacia del CBD (cannabidiolo), principio attivo della cannabis che può essere utilizzato per trattare malattie come la sindrome di Dravet dei neonati. L’azienda, inoltre, è stata autorizzata a proporre il Sativex ai neonati affetti da epilessia.

Insys Therapeutics

Società quotata sul Nasdaq, questo gruppo ha sede a Chandler. Fondata nel 1990, nel 2016 è stata inserita al 52° posto della lista lista Fast 500 Nord America da Deloitte. Anche in questo caso abbiamo a che fare con un prodotto di punta specifico, ossia il Subsys. Di cosa si tratta? Di uno spray sublinguale che viene impiegato per alleviare i dolori dei pazienti oncologici, ma anche per trattare l’anoressia e le complicazioni vissute dai soggetti affetti da AIDS.

Conclusioni

Da questa guida è chiaro che, oggi come oggi, investire in cannabis e guadagnare non è più appannaggio di chi si occupa di attività illecite. Le proprietà benefiche della cannabis sono state infatti indagate a fondo e questo ha portato numerose aziende a creare dei business redditizi, arrivando anche a quotarsi in Borsa. Le prospettive di crescita sono molto buone, motivo per cui iniziare a investire può valere la pena. Quello che conta è ovviamente scegliere gli strumenti giusti e i contesti adatti, aprendo un conto demo su broker come Plus500 e 24Option, piattaforme legali e controllate che permettono anche a chi non è pratico di iniziare a investire in cannabis con sicurezza.