Lezione 17 - Pivot Point e Operatività

Corso cfd
30 luglio 2015
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Dopo aver ampiamente presentato i concetti di supporto e resistenza, in questa lezione scopriamo il cosiddetto “pivot point”, detto anche “punto pivot”. Dopo aver visto quali fattori aumentano e diminuiscono la significatività dei livelli di supporto e della resistenza, oggi impariamo a tracciare la linea che serve per identificarli. Ciò che ci servirà, per iniziare, è una linea retta. Ora, dovreste ben sapere che per tracciare una retta occorre almeno un punto attraverso cui farla passare. Questo punto sarà per noi il pivot point.
A dire il vero occorre avere un po’ di esperienza per segnare la linea di supporto o quella di resistenza, ma tutti devono iniziare prima o poi. Perciò, qui vedremo insieme come fare a tracciare i le linee di supporto e resistenza tramite un Pivot Point affinché possiate iniziare e prendere sempre più la mano. Se desiderate cercare altri articoli in italiano sull’argomento, potrete cercarli sotto la dicitura “pivot point” oppure “punti cardine di supporto e resistenza”.

Come si calcola il Pivot Point?

Il punto cardine di s/r o pivot point è un livello di prezzo calcolato

  • sul prezzo massimo (high)
  • sul prezzo minimo (low)
  • sul prezzo di chiusura (close)

Dati questi tre elementi, se ad esempio volessimo calcolare l’ultimo pivot point su una determinata coppia valutaria (es. EUR/USD o euro dollaro) dovremmo prendere in considerazione i grafici e i dati dell’ultima seduta di contrattazione al fine di ottenere il prezzo più alto (hight), il prezzo più basso (low) e il prezzo di chiusura (close).

A cosa serve il Punto di Pivot?

Il valore che avremo calcolato ci servirà a impostare l’operatività per la seduta successiva a quella conclusa. Appena una seduta di contrattazione chiude, possiamo sin da subito impostare l’operatività su cui andremo ad operare con ulteriori supporti e resistenze, con altre strategie. Il punto di pivot viene utilizzato anche nell’intraday e può essere applicato su altri strumenti finanziari come titoli azionari e indici di borsa.

Esempi di operatività utilizzando il Pivot

Facciamo un esempio che ci consenta di comprendere come impostare l’operatività per la seduta seguente, utilizzando il punto cardine. Utilizzeremo alcuni dati tra cui:

  • S1 = Supporto 1
  • S2 = Supporto 2
  • R1= Resistenza 1
  • R2 = Resistenza 2
  • AP= Prezzo Medio (Average Price)

Considerati questi dati, potremo calcolare l’operatività per la successiva seduta in diversi modi, ad esempio:

  • Acquistando quando si supera il livello R1 con target R2
  • Acquistando sul Supporto S1 con obiettivo AP
  • Vendendo o shortando quando si rompe S1 con obiettivo S2
  • Vendendo o shortando sulla Resistenza R1 con target AP

E’ bene evidenziare che si tratta di esempi poiché vi sono sistemi di trading con una operatività in controtendenza, invertendo le posizioni qui elencate. Ciò avviene quando si prende in considerazione la possibile “congestione”. Infatti, l’area compresa tra S1 e R1 indica spesso una congestione mentre l’area compresa tra S2 e R2 potrebbe indicare un rialzo ben marcato (R2) o un ribasso ben marcato (S2).

Calcolare il Pivot Point

Riprendiamo i valori del calcolo del Pivot Point, considerando un modello più matematico e aggiungendo il fattore del prezzo medio:

  • Prezzo Massimo (H)
  • Prezzo Minimo (L)
  • Prezzo di Chiusura ©
  • Il prezzo medio (Average Price = AP)

Per calcolare il prezzo medio si procede in questo modo: AP = (H + L + C) / 3

Se il valore del prezzo massimo (High) è di 15, il prezzo minimo è di 12 (Low), il prezzo di chiusura (Close) è di 14, il prezzo medio AP sarà dato da (15 + 10 + 14) / 3 ovvero 39/3 cioè 13.

Ora, andremo a calcolare i pivot point:

  • 1° Pivot di Supporto: S1 = (2 * AP) – H  Ovvero il doppio del prezzo medio, meno il prezzo più alto registrato in seduta
  • 1° Pivot di Resistenza: R1 = (2 * AP) – L Ovvero il doppio del prezzo medio, meno il prezzo più basso registrato in seduta
  • 2° Pivot di Supporto: S2 = AP – (R1 – S1) Ovvero il prezzo medio meno la differenza tra Resistenza 1 e Supporto 1
  • 2° Pivot di Resistenza: R2 = (AP – S1) + R1 Ovvero la differenza tra il prezzo medio ed S1, sommata a R1
  • 3° Pivot di Supporto: S3 = S2 – (H – L) Ovvero S2 meno la differenza tra massimo e minimo registrati in seduta
  • 3° Pivot di Resistenza: R3 = R2 + (H – L) Ovvero R2 più la differenza tra massimo e minimo registrati in seduta

Come sfruttare i valori dei Pivot Point

Abbiamo calcolato i pivot point, e ora? Andiamo ad utilizzarli riprendendo la logica di esempio di operatività vista in precedenza, ma in modo più tecnico. Utilizzeremo una metodologia di operatività che prevede queste regole:

  • Con il prezzo al Pivot Point ci si può aspettare un movimento verso R1 o S1 (ovvio, ma va specificato)
  • Con il prezzo a R1, ci può essere un movimento al rialzo fino a R2 oppure al ribasso verso fino al Pivot Point
  • Con il prezzo a S1, ci può essere un movimento in ribasso fino a S2 oppure al rialzo verso Pivot Point
  • Con il prezzo a R2, ci può essere un movimento al rialzo fino ad R3 oppure al ribasso fino a R1
  • Con il prezzo a S2, ci può essere un movimento al ribasso fino a S3 oppure al rialzo fino a S1

In parole povere, si procede per gradi. Se mi trovo al piano terra posso andare al primo piano o al piano interrato. Se mi trovo al primo piano posso salire al secondo oppure scendere al piano terra. Allo stesso modo, se mi trovo al primo piano interrato posso scendere al secondo piano interrato oppure salire al piano terra.
Quando non vi sono volatilità importanti, i prezzi si muoveranno tra i livelli S1 e R1. Se il mercato si movimenta un po’, entrano in ballo S2 o R2. Quando invece entrano in ballo S3 ed R3 allora vuol dire che si è in una situazione molto volatile, con ottime possibilità di guadagno in tempi brevi, ma anche grandi rischi di perdite.

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