Lezione 28 - Trading Wedge o Cuneo

Corso cfd
8 ottobre 2015
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In questa lezione di analisi tecnica presenteremo una figura di continuazione ritenuta da molti abbastanza affidabile: il trading wedge. Per utilizzare una terminologia più semplice, quella italiana, lo chiameremo “cuneo”. Quella del cuneo è una figura composta da due linee di tendenza convergenti. Abbiamo già affrontato nelle scorse lezioni i concetti di convergenza e divergenza, ad ogni modo basta dire che convergono verso una stessa direzione o uno stesso punto.
La figura del cuneo può svilupparsi in due modi, così come le altre figure di continuazione. Si può sviluppare in modo rialzista o in modo ribassista. Solitamente, in un mercato discendente troveremo un cuneo rialzista, mentre in un mercato ascendente troveremo un cuneo ribassista.
Questa figura può meglio spiegare questi due concetti.

Cuneo rialzista e cuneo ribassista

Quindi, ricapitolando:

  • In un trend discendente: troveremo un cuneo verso l’alto (cuneo ascendente)
  • In un trend ascendente: troveremo un cuneo verso il basso (cuneo discendente)

Ad osservarla bene, assomiglia ad una figura che abbiamo spiegato in una precedente lezione, ovvero la figura del triangolo. La differenza la fanno l’inclinazione e la forma, sicuramente più allungata. Inoltre, il tempo: il cuneo ci mette solitamente molto più tempo a formarsi rispetto ad un triangolo.

Quando si forma il trading wedge?

Il cuneo si forma in presenza di trend molto netti. La sua sua formazione denota una sorta di pausa che il mercato si dà prima di ricominciare nel suo trend. All’interno del cuneo i movimenti sono sovrapposti e i volumi sono decrescenti (o crescenti, a seconda che sia verso l’alto o verso il basso).
Una volta che il cuneo si forma, ne abbiamo conferma dalla rottura del lato inferiore (per il cuneo ascendente), oppure dalla rottura del lato superiore (per il cuneo discendente).

rottura superiore o inferiore del cuneo

L’importanza dei volumi

Abbiamo già visto come i volumi assumano nell’analisi tecnica un peso fondamentale. Infatti, per poter definire la significatività di una determinata analisi occorre che i volumi siano di un certo livello e che non comprendano soltanto pochi titoli.
Oltre alla significatività, i volumi ci consentono di misurare anche la forza di un determinato movimento, pattern o trend, poiché maggiori saranno i volumi, maggiore sarà la forza e la velocità con cui questi si creano e si sviluppano.

Il gap di rottura

Una delle prove tipo “cartina tornasole” che definiscono quando un pattern si possa utilizzare, è data dal cosiddetto gap di rottura.

In questo tipo di approccio è considerata un’entrata prudente e ragionevole quella effettuata attendendo la rottura del lato inferiore del cuneo (o quello superiore, a seconda del trend), al fine di entrare alla violazione di un minimo della barra o candela che abbia perforato la linea di tendenza. In questa situazione, inoltre, si potrebbe effettuare un’ordine di stop loss, che consenta di proteggerci nel caso in cui il prezzo vada sopra il massimo della barra o candela che fora la linea di tendenza.

Quindi, ricapitolando quest’ultimo passaggio:

  • Nel caso di trend rialzista, si può attendere la rottura del lato inferiore del cuneo
  • Nel caso di trand ribassista, si può attendere la rottura del lato superiore del cuneo

Ci si può confondere facilmente le idee. Ma con i grafici si risolve tutto.

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