Lezione 25 - Doppio Minimo e Massimo

Corso cfd
2 ottobre 2015
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In questa lezione parleremo di due pattern molto utilizzati e di cui si sente parlate frequentemente, sia nelle lezioni sul trading, sia negli articoli riportanti le analisi tecniche dei prezzi di un determinato titolo. Parleremo del doppio minimo e del doppio massimo. Prima di arrivare al cuore del discorso, occorre una breve introduzione ad alcuni concetti propedeutici all’argomento in questione.

Correzioni e riprese rialziste

Una tendenza al rialzo è solitamente caratterizzata da massimi e minimi crescenti. Questa situazione si verifica quando gli investitori, fiduciosi del fatto che il mercato possa dare buoni frutti, acquistano senza troppe inibizioni. Proprio questo carattere ottimistico del momento in questione fa aumentare il prezzo dello strumento finanziario. Ovviamente, nelle fasi successive si potrà assistere a delle cosiddette “prese di profitto”, ovvero alla volontà di fare cassa da parte di coloro che hanno investito nel momento del rialzo. Tale presa di profitto causerà un abbassamento del prezzo.

Quando questo ribasso avviene, si parla di “correzione”. Molto spesso infatti capita che l’ottimismo su una precisa azione spinga fino a farla salire di prezzo, fino a quando ad un certo punto ci si rende conto di poter fare cassa e quindi intascare quanto guadagnato con il rialzo. Dal momento in cui partono le vendite, si possono susseguire cali repentini.
Tali ribassi tuttavia in genere non intaccano il minimo precedente, poiché tale correzione è vista da altri operatori come una grande occasione d’acquisto. Per la serie: “fate cassa? Proseguiamo noi partendo da un buon prezzo”.
Questa situazione si ripete molto spesso e si parla di massimi e minimi crescenti caratteristici.

Correzioni e riprese ribassiste

Una tendenza al ribasso è invece generalmente caratterizzata da massimi e minimi decrescenti. Questa situazione si verifica quando gli investitori sono pessimisti e quindi vendono. Proprio questo carattere pessimistico del momento in questione fa diminuire il prezzo dello strumento finanziario. Ovviamente, nelle fasi successive si potrà assistere a delle cosiddette “prese di profitto”, ovvero alla volontà di fare cassa da parte di coloro che hanno investito in short nel momento del ribasso. Tale presa di profitto causerà un rialzo del prezzo.

Quando questo rialzo avviene, si parla di “correzione”. Molto spesso infatti capita che il pessimismo su un determinato strumento spinga fino a farlo scendere di prezzo, fino a quando ad un certo punto ci si rende conto di poter fare cassa e quindi intascare quanto guadagnato con il ribasso. Dal momento in cui partono gli acquisti si possono susseguire rialzi repentini. Tali rialzi tuttavia in genere non intaccano il massimo precedente, poiché tale correzione è vista da altri operatori come una grande occasione di vendita.
Questa situazione si ripete molto spesso e si parla di massimi e minimi decrescenti caratteristici.

Qui sotto, vediamo un esempio tipico di trend rialzista e ribassista.

trend rialzista e ribassista

Interruzione del trend

Per quanto possa essere “sano” un trend, questo può essere interrotto in qualsiasi istante, causanto così delle inversioni di mercato. Fortunatamente, attraverso l’analisi tecnica si può comprendere o meglio pronosticare il momento in cui si dovrebbe verificare l’inversione della tendenza e quindi aprire una posizione in tal senso.
Gli strumenti grafici che si utilizzano per determinare le inversioni si chiamano “figure di inversione”. Tra questi, i più importanti sono sicuramente quelli del doppio e triplo minimo.

Come riconoscere il doppio massimo e minimo?

Se si prende in considerazione un trend al rialzo con massimi e minimi decrescenti (vedi sopra), può accadere che dopo aver effettuato un rimbalzo al contrario, i prezzi tornino a salire. Questo può accadere, sempre come detto in precedenza, senza rompere il massimo toccato in precedenza. In prossimità di questo massimo infatti si assiste al ritorno della tendenza al ribasso in cui i prezzi dovrebbero scendere sotto il minimo precedente. Ed è proprio questa la situazione in cui si ha la conferma che il doppio massimo si sia formato.

Se si prende in considerazione un trend al ribasso con massimi e minimi decrescenti (vedi sopra), può accadere che dopo aver effettuato un rimbalzo i prezzi tornino a scendere. Questo può accadere, sempre come detto in precedenza, senza rompere il minimo toccato in precedenza. In prossimità di questo minimo infatti si assiste al ritorno della tendenza al rialzo in cui i prezzi dovrebbero superare il massimo precedente. Ed è proprio questa la situazione in cui si ha la conferma che il doppio minimo si sia formato.

formazione del doppio massimo e del doppio minimoAllo stesso modo, quando si avranno tre massimi o tre minimi consecutivi, si parlerà di triplo massimo e triplo minimo.

formazione del triplo massimo e del triplo minimo

Dinamiche di mercato sottostanti al doppio massimo o minimo

Ma a cosa si deve questo fenomeno? Se ad esempio acquistiamo azioni al prezzo di 20 euro in virtù del fatto che il nostro pronostico vede un rialzo nei giorni successivi e succede che lo stesso titolo perde fino ad arrivare a 15 euro, la nostra emotività ci potrebbe portare a venderlo e chiudere la posizione long. Nel momento in cui si trova a 15 euro tuttavia la vendita ci farebbe “sentire” in perdita e quindi decidiamo che l’azione torni ad una quotazione più decente. Lo stesso discorso, tuttavia, lo faranno allo stesso modo tanti altri investitori e trader, perciò una volta che il prezzo arriverà a 20 venderemo noi ma venderanno anche gli altri, perciò il prezzo tornerà nuovamente a scendere.

Non sempre funziona

L’elemento da considerare a tal fine è il volume di scambio, ovvero la quantità di titoli azionari negoziata sul mercato. Ovviamente, prendiamo in considerazione un solo titolo, non tutti quelli quotati!
Se, prendendo lo stesso esempio precedente, i compratori a 20 euro siano stati in pochi, nel caso il titolo scenda a 15 per poi risalire a 20, i venditori (ex compratori a 20) saranno comunque pochi. Quindi, eventuali correnti di acquisto potranno sopraffare le vendite, rompendo così il massimo precedente così come l’inizio della continuazione del trend in corso (massimi e minimi crescenti).
Nel caso in cui a 20 euro gli acquisti siano stati molti, vale tutto l’opposto.
Proprio considerando questa dinamica è facile comprendere come mai i volumi abbiano così tanta importanza. E un valore da tenere sempre in considerazione, tenetelo bene a mente, poiché una sua mancata considerazione potrebbe portare all’interpretazione errata dei grafici o a darvi maggior peso rispetto a quanta ne dovrebbero avere. I volumi hanno importanza per stabilire la significatività dei grafici e il grado della loro forza nel tempo.

Volume di scambio, supporti e resistenze

Un livello di massimo con uno scambio di volumi molto alto rispetto alla media è destinato a diventare un punto di resistenza. Ovvero, un livello in cui la salita dei prezzi dovrebbe arrestarsi, almeno temporaneamente, dando poi luogo ad un potenziale doppio massimo.

Allo stesso modo, ma in modo opposto, un livello di minimo con uno scambio di volumi elevato potrà costituire molto probabilmente un punto di supporto, cioè un livello in cui la discesa dei prezzi dovrebbe arrestarsi, seppur in modo temporaneo, creando così un potenziale doppio minimo.

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