Mercato azionario, sembra di essere al casinò

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Quello che stiamo vivendo sui mercati azionari mondiali, sembra più simile a una partita al Casinò che a un investimento.

Ogni giorno, si alternano dichiarazioni di varia natura, che fanno salire e deprime le quotazioni.Con in particolare, i titoli bancari che un giorno perdono il 6 il giorno dopo guadagnano il 14%, vedi esempio di Unicredit e Deutshce Bank.Ovvio che qualcosa non funziona nel sistema e che per i semplici trader la situazione, è davvero difficile perché ogni giorno la giornata rischia di essere l’opposto di quella precedente. A nostro avviso in questa fase di enorme incertezza esiste solo una cosa da fare, rimanere in essere con le posizioni che si possiedono e attendere che il mercato ritorni a una sua regolarità e sostenibilità. Infatti tutti i movimenti che si vedono sono molto violenti e questo potrebbe essere un bene, se il giorno successivo non venissero nuovamente negati rendendo difficile fare trading e soprattutto, mettendo il trader in uno stato psicologico davvero difficile.

Vediamo di capire lo stato di salute dei tre indici, che ormai seguiamo da un po di tempo:

-Sp500, merita sempre il primo posto come indice più forte, infatti non ha rotto il minimo pretendete per una manciata di punti e ora cerca di risalire. Riuscirà nell’impresa? Questa è una bella domanda, ma se qualcuno ha delle potenzialità in termini di forza, qui abbiamo l’indice giusto.
-Nikkei, indice giapponese invece ha rotto con forza il precedente minimo. La cosa grave, che l’ ha fatto nonostante il taglio dei tassi d’intesse da parte della banca centrale. Questo aspetto dovrebbe fare molto riflettere.
-Ftse Mib, nonostante l’intervento della Bce sia tuttora attivo, nonostante le promesse di nuove azioni, abbiamo un indice italiano che è crollato davvero in maniera impressionate, toccando dei livelli davvero inimmaginabili. Al momento non si vedono ancora dei segnali concreti di stabilizzazione, ma solamente dei movimenti di rallentamento di un movimento ribassista.

La conclusione a cui siamo arrivati ha del paradossale. Infatti abbiamo una situazione in cui più le banche centrali vogliono intervenire e più i listini crollano. Mentre la Fed che si mantiene ferma sulle sue posizioni, invece di soffrire di questo, l’indice è il più forte dei tre. Crediamo che ci sia qualche cosa che non funziona, e che presto la situazione debba tornare a una sua logica che al momento di fa un po di fatica a capire.

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