L’Argentina si prepara al maxi concambio PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 15 Gennaio 2010 14:55
Il segretario alle finanze della Repubblica Argentina incontrerà i rappresentanti dei creditori europei nella speranza di raggiungere un accordo per un colossale concambio da 20 miliardi di dollari. Lo ha reso noto l’agenzia Bloomberg citando le dichiarazioni del ministro dell’economia Amado Boudou. L’operazione consiste nella sostituzione dei bond caduti in default con nuovi titoli obbligazionari per un valore inferiore tuttora non specificato.

Il successo dell’incontro potrebbe segnare un punto di svolta nella complicata gestione del debito argentino a otto anni di distanza dalla bancarotta che colpì il Paese. Il governo, che nel 2005 ha presentato la propria offerta di concambio proponendo una restituzione del 30% dei crediti, ha tentato in ogni modo di rastrellare liquidità. Dopo aver collocato le proprie obbligazioni nelle casse del governo venezuelano e aver nazionalizzato i fondi pensione, l’esecutivo presieduto da Cristina Fernández ha messo le mani sulle riserve del Paese aprendo un fondo di ripianamento del debito da 6,6 miliardi di dollari e licenziando il direttore della Banca Centrale Martin Redrado che si era opposto al provvedimento. Un tribunale del Paese ha però dato torto alla Casa Rosada riammettendo Redrado al suo posto e aprendo così una grave spaccatura istituzionale.

Il governo mantiene salda la propria posizione ma le conseguenze della sua scelta rischiano di assumere una portata notevole. Da anni i creditori statunitensi chiedono alla Fed di congelare le riserve lì detenute da Buenos Aires allo scopo di onorare le pendenze ma i tribunali americani hanno dato loro torto riconoscendo la separazione tra lo Stato argentino e la sua banca centrale. Se la presidenza argentina riuscisse nell’intento di allungare le mani sulle riserve del Banco Central, ha osservato Il Sole 24 Ore, la distinzione rischierebbe di venir meno e i giudici statunitensi potrebbero anche cambiare idea.

In attesa che il conflitto si risolva (il Congresso argentino affronterà il caso il 20 gennaio prossimo) il clima di incertezza non rassicura gli investitori. In meno di dieci giorni i credit default swaps dei bond su base quinquennale hanno guadagnato l’1,66% attestandosi a quota 10,59%. Per assicurare 1 milione di dollari in obbligazioni, in altre parole, sono oggi necessari più di centomila biglietti verdi.
Matteo Cavallito
 

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